Preambolo
Vi sarà capitato di andare all'estero e visitare nuove terre (ma anche solo
recarvi in una regione appena distante dalla vostra) ed essere colpiti dai
nuovi odori là presenti, della terra e delle piante, dei cibi e vini e tutto
il resto.
Arrivando in una zona tropicale questa esperienza è decisamente forte e gli
odori esotici colpiscono vivamente.
Vivere all'estero per lungo tempo, porta ad avere le stesse violenti
sensazioni al ritorno in Italia, a casa nostra, facendoci sentire in modo
intenso e nuovo quei profumi che da
tempo non percepivamo ed ai quali il nostro olfatto non è più abituato.
Inoltre, la sensazione è particolarmente coinvolgente, in quanto essendo
quelli gli odori della nostra terra, delle nostre radici, quella sensazione
così intensa arriva dritta a ciò che è radicato profondo dentro di noi,
risvegliando ancestrali e dimenticati ricordi ed istinti.
La terra appena arata o il fieno tagliato, e poi le tagliatelle della nonna
ed il lambrusco, o l'arcaico
clinto
gustato con <a href="
http://dmoz.org/profiles/hogudo.html">
hogudo</a>. Son cose queste capaci di squotere una quercia d'editor!
Antefatto
Mi è capitato di scrivere da qualche parte che amo l'esperienza di ODP
anche perchè pur
stando all'estero mi permette di entrare nelle osterie e botteghe, nelle
aziende e nelle attività della mia terra a curiosare e vedere immagini in
siti spesso ruspanti ma carichi di quei prodotti e di quelle attività
genuine che offrono sino a ... sentirne quell'odore così familiare e
lontano.
Il Fatto
Ogni tanto torno in vacanza nel bolognese.
L'ultima volta ho aizzato accuratamente mio figlio ad imbarcarsi
nell'avventura dell'
acetaia.
Vivendo CERTAMENTE

in
una zona DOC per l'aceto balsamico, (qualcuno sostiene che siamo fuori per
poche decine di metri, ma
senz'altro
mente spudoratamente!) era un'esperienza questa alla quale non potevamo
disattendere oltre!
Armati quindi di entusiasmo e certi che qualche nostro avo non poteva non
aver avuto un'acetaia poi dispersa chissadove e chissacome, con l'aiuto
dell'amico del nonno siamo arrivati in una calda sera di luglio in una
mitica cantina d'aceto balsamico sulle colline di Vignola.
Ragazzi, fantastico!
Vi erano un centinaio di botti vecchissime nelle loro tradizionali catene di
dimensione diversa e l'odore avvolgeva, fasciava, entrava nella pelle e
penetrava nei vestiti dai quali non sarebbe più uscito per tempi
immemorabili.
Acre, intenso ma garbato e morbido; era un odore di casa nostra.
E allora ci siamo seduti ad un tavolaccio per decidere l'aroma dei legni; la
robinia o il rovere, il ginepro o il castagno, ed a noi che eravamo già
praticamente ebbri da quell'essenza han portato pure una bottiglia di
lambrusco che pareva uva appena staccata dalla vigna.
E così oramai praticamente impossibilitato al ragionamento lucido, mentre
vagavo con lo sguardo alle colline rese particolarmente gradevoli dal
tramonto, ho notato alcuni dettagli di quella cantina, di quelle botti e di
alcuni vecchi arnesi esposti ed usati da antichi nonni per quell'arte.
Li avevo già visti.
Ed allora improvvisamente ho chiesto: -'avete un sito internet voi vero?'
- 'Si' - han risposto, e mi han detto il nome.
Vi ero entrato pochi mesi prima, mi ci ero praticamente ubriacato, e l'avevo
inserito.
Per puro caso ho rivissuto dal vivo quell'ebrezza già vissuta virtualmente e
che tanto a suo tempo mi aveva turbato.
E dal vivo, al cospetto di quelle botti di quella cantina trasudante quell'essenza
balsamica, mi è stato sconvolgentemente fatale.
Subito soccorso, sono stato portato in un letto in ambiente cheto dove
giaccio tutt'ora e dove i miei cari mi accudiscono con affetto.
Epilogo
A volte cari amici è davvero rischiosa ed irta di insani pericoli la
via dell'edit, capace di segnarci nel nostro pur roccioso spirito insomma.