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Velocipedi equestri Altervista

                                                        
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 I Velocipedi Equestri
di Andrea Martin
a.k.a. AndyWebArtist
Trattato filosofico-ingegneristico sull'evoluzione dei velocipedi equestri

Online Dal: 29/09/2004
Ultima Modifica: 19/11/2004, 06:33 pm
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FAQ
1. In cosa consiste il concorso "Primo Su Google"?
Il concorso consiste nel posizionare al primo posto su Google una propria pagina che risponda alla chiave di ricerca "Velocipedi Equestri".
2. I Velocipedi Equestri esistono realmente?
No, i Velocipedi Equestri non esistono. Sono stati inventati per dar vita al concorso Primo Su Google.
3. Perché è stata scelta la chiave "Velocipedi Equestri"?
La chiave Velocipedi Equestri è stata scelta perché nessuno aveva mai ottimizzato un sito web per questa parola-chiave prima di questo concorso.
4. Dove posso trovare altre informazioni sul concorso dei "Velocipedi Equestri"?
Puoi trovare altre informazioni sul sito ufficiale del concorso Primo su Google oppure cercando Velocipedi Equestri su Google


In Rete In Questo Sito

English - What about Equestrian Velocipedes

Latina lingua- De Equestris Velocipedibus

Deutsch - Die Ritterlichen Hochräder

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Definizioni
Velocìpedi: s.m.(dal lat. velox, veloce e pes, piede) per velocipedi si intendono i primi modelli di bicicletta, in particolare quelli con la ruota anteriore assai più grande di quella posteriore.

Equèstri: agg (lat. equester, da equus, cavallo). Che rappresenta una persona a cavallo: statue equestri. || Che si svolge tra cavalli o cavalieri: battaglie equestri. || Sport equestri, che si svolgono con i cavalli. || Circhi equestri, in cui si danno spettacoli con cavallerizzi. || Cavalleresco: ordini equestri. || Particolari velocipedi decorati con una testa di cavallo: velocipedi equestri.



La Storia dei Velocipedi Non Equestri
Numerosi documenti attestano l'uso dei veicoli azionati dalla forza muscolare dell'uomo già nell'antichità.
Nel frammento di un documento romano è raffigurato una specie di monopattino spinto puntando i piedi per terra.
Presso gli Etruschi giovani atleti disputavano gare, lanciandosi in corsa con le mani appoggiate al mozzo sporgente di una ruota.
Ma l'antenato dei moderni velocipedi equestri, il Velocipede (con la V maiuscola), fu inventato molti secoli dopo, e se ne attribuisce la concezione, seppur rozza, al principe italiano Don Francesco Peretti., il quale, nel 1610, costruì un crocchio azionato dalle gambe mediante un congegno interno a manovella.


Nel 1791, il conte parigino Mède De Sivrac realizzò un mezzo decisamente più avanzato e moderno, un telaio rigido in cui erano imperniate due ruote e sul quale si montava a cavalcioni, muovendosi grazie alla spinta dei piedi.
Chiamato "celerifero" e poi "velocifero", divenne di moda e se ne videro molti circolare per i boulevard di Parigi, guidati da appassionati "velocipedi" (in seguito il termine passò ad indicare lo stesso mezzo).


Nel 1816, il barone tedesco Carl Friederich Drais von Sauerbronn vi apportò alcune migliorie, tra cui lo sterzo che rendeva più facile manovrare il veicolo: era nata la "draisina".
Proprio studiandone una, nel 1838, dopo molte prove, lo scozzese Kirkpatrick MacMillan arrivò a realizzare un veicolo spinto da leve azionate direttamente dai piedi: sul mozzo della ruota posteriore, leggermente ingrandita, erano applicate due bielle, collegate con due tiranti a due barre, ciascuna appesa a un lato della parte anteriore del tealio, e a cui erano assicurate le leve, o pedivelle.


Nel 1855 Ernest Michaux, un giovane operaio francese, perfezionò questo sistema, applicando le pedivelle direttamente al mozzo della ruota anteriore. La "michaudina", munita più tardi anche di un freno a leva, venne messa in commercio con grande successo. Le donne che vi si cimentarono furono le prime a disfarsi delle gonne e ad apparire in pubblico con porzioni di gmbe coperte soltanto da calze. Per loro vennero creati anche speciali costumi con i pantaloni rigonfi all'orientale, resi popolari negli Stati Uniti da Amelia Bloomer.

L'inglese James Starley, capo delle officine della Sewing Machine Company di Coventry, inventò nel 1874 la ruota a raggi tangenti, e nello stesso anno brevettò la prima bicicletta da donna, col sellino laterale ed un unico pedale.

In Europa e in America fu molto in voga fino al 1880 il biciclo, introdotto circa dieci anni prima, e caratterizzato dalla ruota anteriore molto più grande di quella posteriore. Questo accorgimento lo rendeva più veloce. Un'ulteriore innovazione fu l'applicazione della trasmissione a catena sulla ruota anteriore nel biciclo realizzato, nel 1878, dal francese Rousseau, battezzato dagli inglesi kangaroo (canguro). Quando fu applicata alla ruota posteriore, la trasmissione a catena portò una vera rivoluzione, cosicché la nuova "piccola macchina" soppiantò ben presto il grande biciclo.

La "piccola macchina" fu chiamata diversamente nelle diverse nazioni: alla vecchia maniera di velocipede in Francia, bicycle negli Stati Uniti, safety bicycle (bicicletta di sicurezza) in Inghilterra e "bicicletto" in Italia. Ma dal 1888, anno in cui un veterinario di Belfast, John Boyd Dunlop, inventò i pneumatici per ruote, la bicicletta fu conosciuta semplicemente con questo nome ovunque.

Fu William Hume, campione velocipedista e proprietario di una fabbrica di biciclette a Belfast, a ottenere da Dunlop il permesso di applicare per primo i pneumatici alla sua humeatic bicycle, presentata all'Esposizione Internazionale del Velocipede a Londra nel 1889. Quattro anni prima, nel 1885, fece la sua apparizione in Italia il primo bicicletto di costruzione interamente italiana, realizzato da Edoardo Bianchi (biciclette Bianchi).

Oramai il nuovo mezzo stava guadagnando popolarità in tutto il mondo, prestandosi anche a usi diversi, perfino militari. Così, durante la Prima Guerra Mondiale, battaglioni di bersaglieri italiani ebbero in dotazione le biciclette, e lo stesso accadde per altri corpi degli eserciti in guerra. Nell'ultimo conflitto mondiale, reparti di paracadutisti furono equipaggiati di speciali biciclette smontabili. In epoca più recente, i soldati vietnamiti che sconfissero le truppe francesi nella battaglia di Dien Bien Phu, nel 1954, usarono largamente la bicicletta come mezzo di trasporto.

7 Novembre 2004:
5ª posizione
Sono in Top Five
Avvenimento:
Raduno di Velocipedi Equestri alla 106ª FieraCavalli di Verona


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